Sono quattro i principali campi d’azione promossi dall’ONU. E riguardano il mantenimento della pace internazionale e della sicurezza, l’avanzamento dello sviluppo sostenibile, la difesa dei diritti umani, e infine la garanzia del diritto internazionale e degli interventi umanitari. I 17 obiettivi dell’Agenda 2030 si inseriscono in questo solco. Intendono promuovere una nuova idea di cambiamento. Con politiche di sviluppo sostenibile, mirano a trasformare il mondo, a beneficio della crescita sociale, economica e morale delle comunità, ad ampio spettro. Sono obiettivi comuni, che riguardano tutti i Paesi aderenti. “Nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità”, per citare alla lettera il monito delle Nazioni Unite. The Shifters nel suo racconto della terza missione si ispira soprattutto ai valori promossi dall’Agenda 2030 e attorno a questi costruisce la sua narrazione.

 

Diverse strade per un unico obiettivo

Occuparsi di scienza oggi significa mettere in collegamento ambiti comunemente molto distanti fra di loro. Si potrebbe pensare ad esempio che l’innovazione scientifica sia slegata da considerazioni etiche e politiche. Ma poi basterebbe rivolgere lo sguardo alla contemporaneità per comprendere che scienza, politica e morale procedono di pari passo. L’una ispira l’altra nel senso che le istanze politiche muovono la scienza verso nuovi ambiti di ricerca. E allo stesso tempo la scienza si occupa di innovazione per garantire la crescita delle comunità, anche da un punto di vista sociale e politico. L’Agenda ONU 2030 racchiude questo obiettivo e lo esplicita nella chiamata all’azione della società e della scienza, a pari livello. Il mondo cambia e alla politica e alla scienza è richiesto di stare al passo.

 

La metafora come cornice di senso

Quindi cambia il mondo, cambia l’innovazione e anche le istanze della politica. Di pari passo si muove verso il nuovo il modo di raccontarla la diversità generata da questo cambiamento. E la storia, la narrazione per immagini della ricerca è una delle possibilità inedite per dare conto di questa trasformazione. Non è un caso allora che il claim del progetto di divulgazione dell’Ateneo cagliaritano sia proprio questo:  se racconti una storia tutto cambia. Per esempio cambia il modo in cui la scienza contemporanea si avvicina alla società e viceversa la società alla scienza, grazie a un racconto pop, per tutti.

 

Gli obiettivi comuni

Il pregio della narrazione e del racconto sta soprattutto nella possibilità di unire mondi differenti. Scienza e società potrebbero sembrare universi separati e lontani. Ma le metafore che The Shifters sceglie accorciano quella distanza e per certi versi la annullano. In poche parole: gli obiettivi perseguiti dall’una e dall’altra – dalla scienza e dalla politica – sono gli stessi, anche se i mezzi utilizzati variano, per motivi “fisiologici” perché i contesti di azione hanno specifiche caratteristiche. Quelli della società sono ad esempio i terreni della politica e delle rivendicazioni sociali e civili. Quelli della scienza, nel medesimo solco, sono invece i terreni di azione della ricerca e dell’innovazione, dei laboratori, delle Università e tutti i luoghi deputati alla scoperta. I 17 obiettivi dell’ONU stimolano quindi la riflessione in entrambi gli ambiti e gettano le basi del progetto di divulgazione, perché collocano i valori che lo animano all’interno di una cornice attuale e vicina ai temi caldi della contemporaneità.

 

La prima puntata: sostenibilità ambientale

Il primo episodio racconta una storia distopica. L’ambientazione è irreale, non aderisce pienamente alla descrizione del mondo che viviamo. Ma le ricerche scientifiche che l’hanno ispirata trattano in termini probabilistici i pericoli a cui il pianeta si espone, soprattutto dal punto di vista ambientale. La causa è l’inquinamento, l’adozione di pratiche produttive che poco si sposano con condotte virtuose ed ecosostenibili. La web serie in questo è provocatoria. Il racconto di un mondo ormai inospitale, nella fiction, è esasperato. Ma la scienza prevede in un futuro non troppo remoto l’avverarsi di certe previsioni. Gli obiettivi dell’ONU lo ricordano. Quindi  trattano queste tematiche per prevenirle e sensibilizzare gli individui e i governi.

 

La seconda e la terza puntata

Ancora in cantiere e in fase di realizzazione, seconda e terza puntata proseguono il racconto ispirato ai valori comuni dell’Agenda 2030. Nel primo caso con un’attenzione particolare al mondo delle dipendenze, alle politiche di prevenzione della salute e del benessere dei cittadini e quindi alla costruzione di una rete solida che possa salvaguardare lo stile di vita degli individui nell’arco dell’intera vita, ma in particolare durante l’infanzia e l’adolescenza, le fasi di crescita più vulnerabili e allo stesso tempo determinanti per il futuro della persona.

Sono temi sensibili quelli che ispirano la narrazione in The Shifters. E nonostante la varietà si intrecciano, alla fine,  in un’unica trama. Ad esempio il cambiamento climatico e la tutela della salute arrivano ad un punto di congiunzione in cui si inserisce inoltre il terzo tema chiave della web serie, legato alle smart cities. I valori a cui si ispira il progetto immaginano il cambiamento non solo nel singolo o nella società in cui vive. Allo stesso tempo quei valori auspicano una rivoluzione nei tessuti sociali e territoriali in cui si svolge la vita di quelle comunità. E per questo anche le città sono oggetto di nuove riflessioni. Perché si legge nell’Agenda 2030 “Le città sono centri per nuove idee, per il commercio, la cultura, la scienza, la produttività, lo sviluppo sociale e molto altro. E nel migliore dei casi hanno permesso alle persone di migliorare la loro condizione sociale ed economica”.

È a questo punto che tutti i fili della narrazione in The Shifters si ricongiungono.

Interessante?

Condividi questo articolo con i tuoi amici!