Uno stile di vita sostenibile, la riduzione del traffico stradale, l’utilizzo dell’Internet of Things e delle tecnologie digitali per connettere cittadini, servizi e infrastrutture.

Queste sono solo alcune opportunità che le smart city hanno l’obiettivo di promuovere nel prossimo futuro. Soluzioni che, per quanto utili, tuttavia sollevano alcune criticità collegate alla controversa questione della privacy. Il funzionamento delle smart city si basa infatti sull’utilizzo di una grande mole di dati veicolata attraverso la rete internet. Un rischio correlato riguarda senza dubbio la violazione di questi dati e della privacy dei cittadini.

Le smart cities infatti sono reti complesse, caratterizzate dalla presenta di sensori collegati al cloud che a sua volta rende disponibili i dati più significativi per lo svolgimento delle attività quotidiane, al fine di trovare soluzioni in tempo reale.

In questa cornice, quindi, una delle sfide più importanti sarà legata alla ricerca di un punto di equilibrio tra la digitalizzazione delle città moderne e la privacy dei dati necessari a questa trasformazione.

Ne abbiamo parlato con Massimo Farina, docente dell’Università degli Studi di Cagliari.

 

L’interazione nelle smart cities

All’interno delle smart city le infrastrutture sono in dialogo fra di loro e con i centri di monitoraggio. Allo stesso tempo i cittadini stessi possono interagire con gli ecosistemi digitalizzati delle città attraverso i dispositivi mobili, l’uso della domotica e i veicoli, anche questi collegati alla rete smart.

Un’interazione fra più sistemi e attori, quindi, è alla base di una migliore comunicazione in chiave sostenibile sul fronte energetico e ambientale per intere comunità. E rappresenta la chiave per migliorare l’efficienza energetica, ridurre i costi per l’intera comunità.

Big data

I vantaggi sono innumerevoli. Eppure l’interconnessione costante fra cittadini, istituzioni e infrastrutture pone numerose criticità.

Uno di questi aspetti riguarda la tutela dei dati e della privacy. Motivo per cui la progettazione delle smart city del futuro richiederà la sintesi tra efficienza digitale ed energetica e al contempo la tutela dei dati e la sicurezza nella loro trasmissione.

I dati sensibili potrebbero essere soggetti ad attacchi informatici e ledere quindi la privacy dei cittadini. Le ripercussioni in questo senso riguarderebbero la sicurezza dei cittadini, lo svolgimento delle attività di monitoraggio ma anche ingenti costi prodotti dall’interruzione delle comunicazioni.

E dunque per fronteggiare i rischi connessi a questa tipologia di attacchi, i luoghi connessi dovrebbero assicurare la protezione dei dati fin dalle fasi di progettazione ed essere quindi dotati di sistemi che ne garantiscono il monitoraggio costante.

Per questo la sicurezza dei dati ricopre un ruolo chiave nella progettazione e nell’implementazione delle smart cities. Ma nello specifico l’equilibrio tra safety e privacy rappresenta la sfida principale per le città del futuro.

Tutela della privacy

In questo senso la privacy by design nelle smart city è senza dubbio prioritaria. Il concetto trova applicazione soprattutto nell’ambito della tecnologia dell’informazione e nella progettazione delle strutture.

La tecnologia deve essere pensato come strumento per la riduzione dei rischi. E al contempo l’elemento della progettazione delle strutture acquisisce una certa importanza in riferimento alla tutela di tutti i big data, nello specifico dell’identità personale e della vita privata dei cittadini che utilizzano la rete.

Con questa nuova concezione della privacy viene attestata l’esigenza di assicurare una forte tutela dei diritti e delle libertà così da prevenire successivi interventi sanzionatori da parte delle autorità competenti.

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