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Rita Cannas

Fra i libri a cui Lorenzo è più affezionato uno in particolare racconta i coralli.

I coralli danno una lezione di resilienza all’uomo.

La natura insegna l’arte della tenacia, mostra in che modo la vita sappia riorganizzarsi nonostante l’impronta dell’uomo sull’ambiente. Rispetto al cambiamento climatico e all’innalzamento delle temperature vince quindi la resistenza degli ecosistemi, la capacità di dare nuova forma alla vita biologica bruscamente interrotta, danneggiata, alterata. Anche se profondamente provata, oggi più che mai, la natura insegna ad essere resilienti. Insegna ad avere il coraggio di percorrere strade alternative, cambiando rotta e coordinate. È così che la natura imperterrita rinasce e si riorganizza.

Perché sono così importanti i coralli?

I coralli sono creature microscopiche, fra le più antiche del pianeta. I ricercatori le definiscono come il secondo polmone della terra, con il loro respiro invisibile nei mari, negli oceani. Dipende soprattutto da questi microrganismi l’aria che respiriamo.
Li riteniamo fragili, ma in realtà nel corso del tempo, in milioni di anni, hanno saputo costruire città enormi, ancor prima dell’arrivo dell’uomo, facendo fronte a innumerevoli avversità. Sono le barriere coralline le strutture di queste città sottomarine. Occupano solo l’1% della superficie del mare ma ospitano il 25% dei suoi abitanti. È dalla loro presenza che dipende la sopravvivenza, anche economica, di 3 miliardi di persone. Tuttavia, questo tesoro dal valore inestimabile rischia l’estinzione. La causa di tutto ciò è un’unica specie, attualmente la più infestante del mondo: quella umana. Fortunatamente, non tutto è perduto, perché la natura è sempre pronta a cambiare per sopravvivere.

E se i coralli scomparissero?

Vaste aree di barriera corallina formatesi nel corso dei secoli potrebbero essere distrutte nel giro di pochissimo tempo a causa delle attività umane, fra queste la pesca e il commercio.
Ma è soprattutto il cambiamento climatico a rappresentare una grave minaccia alla sopravvivenza dei coralli, estremamente sensibili all’aumento delle temperature globali. A causarne l’innalzamento sono le emissioni di anidride carbonica (CO2). Il mare, come le foreste, assorbe CO2 per restituire al suo posto ossigeno, indispensabile alla vita sulla terra. Ma a un eccessivo assorbimento segue l’acidificazione dei mari e l’aumento conseguente delle temperature.
A soffrirne sono anche i coralli, affascinanti formazioni costituite da uno scheletro calcareo dove polipi e alghe unicellulari vivono in simbiosi. Le prime offrono un habitat protetto e sostanze nutritive. Mentre le ultime producono, attraverso la fotosintesi, ossigeno e zucchero di cui i polipi si nutrono. Ma quando la temperatura dei mari aumenta, le alghe simbiotiche sono espulse dai polipi del corallo che, in assenza della principale fonte di nutrimento, muoiono. Lasciando così uno scheletro spoglio e privo di colore, un fenomeno noto con il nome di sbiancamento dei coralli, segno dell’affievolirsi del respiro invisibile dei mari.

La resilienza dell’uomo: una nuova cultura, un nuovo atteggiamento.

La natura mostra la capacità di sapersi riorganizzare, dando prova di resilienza, quell’ostinata forza di tornare a nuova vita, nonostante le avversità. Le aree protette, i parchi naturali in particolar modo, sono un incredibile spaccato di biodiversità. Lontane dalla presenza dell’uomo le specie, le più differenti ed eterogenee, coesistono in equilibrio. Dall’una dipendono le sorti dell’altra: il loro nutrimento, la sopravvivenza all’interno di un habitat che l’insieme degli esseri viventi marini e terrestri contribuisce a costruire.
Anche le sorti dell’uomo, al contempo, dipendono da quelle della natura. Viceversa, quelle della natura dovrebbero dipendere da pratiche di sviluppo economico, turistico e commerciale ecosostenibili, quindi da uno sfruttamento delle risorse rispettoso della biodiversità e di tutti gli equilibri della biosfera.

Questa è, d’altra parte, la lezione che Lorenzo – il protagonista della prima puntata di The Shifters – regala al suo pubblico: non esistono pratiche scalfite nella pietra: studiare, informarsi, leggere, maturare un’opinione possono rivelarsi l’arma più efficace contro l’ignoranza e l’immobilismo. Quel testo sui coralli che campeggia nella lunga pila dei libri dimostra la resilienza di cui l’uomo può rendersi protagonista grazie a una nuova cultura e un nuovo atteggiamento.

Scopri di più su The Shifters

Maria Chiara Di Guardo – Prorettore all’innovazione e al territorio, Micaela Morelli - Prorettore alla ricerca e Roberta Vanni – Direttore del CESAR raccontano le dinamiche che hanno condotto alla realizzazione di un progetto crossmediale sulla terza missione dell’Università degli Studi di Cagliari.

Guarda il trailer di progetto

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