Sarà il tema sulle dipendenze il filo rosso dei nuovi racconti sulla scienza e ricerca dell’Ateneo imbastiti in The Shifters. Dipendenze in senso lato: da droghe, alcol, cibo, da smartphone e social network. I ricercatori spiegheranno l’argomento da un’angolazione scientifica e accademica. Quali sono le cause, cosa accade da un punto di vista biologico e poi comportamentale quando si imbocca una certa strada. Qual è lo stato dell’arte in materia, attese, speranze, vie da percorrere verso la cura e il cambiamento. Dicono soprattutto sociale i ricercatori, perché è solo la fitta rete affettiva e relazione che può fare da argine.
The Shifters arricchisce questa angolazione e la inserisce nel mondo di tutti i giorni. Restituendo al racconto sulle dipendenze tutti i suoi attributi veri, quotidiani e familiari. Rendendo semplici ma mai semplicistici temi estremamente complessi, senza tabù, utilizzando la rosa di linguaggi che la comunicazione mette a disposizione.

Un racconto a più voci

C’è sempre un modo per raccontare le cose difficili in maniera semplice e mai semplicistica. Come la scienza, una materia complessa, articolata. Perché, è vero, da una parte c’è un dialogo fitto – oggi sempre di più – fra le varie discipline che la compongono. Ma gli attori che se ne occupano e che prendono in carico le sue istanze spesso non appartengono al mondo dell’accademia. Sono esterni e si collocano al di là delle aule e dei luoghi del sapere. La politica è uno di questi attori. Ma poi c’è la società, i singoli cittadini che prendono parte, come non esperti di materie così specialistiche, alla vita della scienza stessa, al suo rapporto con il territorio, alle scelte da cui dipendono i destini dei singoli in definitiva.

Quindi è vero, la scienza è una cosa complicata. Così come complicato e spesso contradditorio è il suo rapporto con la politica e la società. Ma allo stesso tempo è qualcosa che appartiene a tutti e per questo può e deve essere resa pubblica. E la sua condivisione è una premessa necessaria per la costruzione di uno dei tanti mondi possibili che oggi possiamo solo immaginare e desiderare per il futuro.

Un nuovo filo narrativo per The Shifters

Stanno tornando le nuove puntate di The Shifters per raccontare esattamente questo: la scienza e molto di più. Cioè un messaggio chiaro. Si può educare – come la scienza vorrebbe insegnare agli addetti e non addetti ai lavori – senza essere paternalistici. Può esserci informazione senza faziosità. E infine il contenuto, quello sul dato scientifico, può creare coinvolgimento nel pubblico. Può dire qualcosa di più del mondo in cui viviamo ricorrendo al repertorio di linguaggi che la comunicazione mette a disposizione, tutti, senza alcun pregiudizio. È alla base dell’intero progetto questo messaggio: The Shifters si infila a capofitto nelle intercapedini della complessità moderna, che è quella della scienza ma soprattutto è quella della società.

E oggi parlare di dipendenze, in senso lato, significa prendere in considerazione i passi del progresso, gli strumenti conoscitivi della scienza. Ma soprattutto significa analizzare il presente, le sue storture e per contrasto i desideri inespressi, quello che vorremmo cambiare per stare meglio ed essere più felici.

Un’ angolazione scientifica e divulgativa

Al nostro solito modo, racconteremo una macrotematica di grande attualità, adattandola ai linguaggi della contemporaneità. Per rendere familiare e quotidiano qualcosa che potrebbe sembrare, ma solo in apparenza, lontano dalla vita di tutti i giorni. E invece le storie che parlano di dipendenze raccontano un vissuto vicino. Sono le dipendenze da droghe, da alcol, affettive, alimentari, da social network e dispositivi digitali.

L’Ateneo di Cagliari racconta da questa prospettiva lo stato dell’arte della scienza, le misure e contromisure per affrontare una patologia, per spiegarla dal un punto di vista biologico e comportamentale. Il passo in più è quello di inserire il dato scientifico all’interno di un contesto. La cornice del suo racconto. La scienza che si interseca con la vita di tutti i giorni e spiega ad esempio quanto l’ambiente sociale, economico, la rete di relazioni familiari incida nell’insorgenza di una patologia legata a una dipendenza o quanto invece le relazioni forti, i legami, lo sport, gli interessi possano essere un argine, una protezione, un’ancora contro le dipendenze e una scelta alternativa.

Quindi sì, c’è sempre un modo per raccontare le cose difficili in maniera semplice ma mai semplicistica. Anche le più ingarbugliate e incomprensibili. Per capire qualcosa di più su tanti aspetti del vivere quotidiano. E non esiste un solo modo per farlo, come The Shifters insegna.

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