Il riscaldamento globale è responsabile dello scioglimento dei ghiacciai e dell’innalzamento dei mari. Ma anche di altri fenomeni come la desertificazione, uragani, inondazioni, incendi. Questo tipo di stravolgimento degli equilibri della biosfera è responsabile di danni irreversibili.

La causa è ascrivibile all’azione umana, alle emissioni di gas e anidride carbonica, alla presenza di centrali elettriche e a carbone.

In questo la comunità scientifica è concorde, la soluzione principale è rappresentata dalla transizione energetica. E quindi dall’utilizzo di combustibili fossili ad un sistema di produzione energetica ad impatto zero grazie alle fonti rinnovabili.

Una transizione urgente quindi, a tutela del pianeta terra. Un cambiamento di paradigma radicale e di tutto il sistema, a vantaggio del clima, dell’economia e della società.

Da un punto di vista ambientale le fonti rinnovabili e la mobilità elettrica riducono l’inquinamento. Le centrali a carbone possono essere riconvertite, promuovendo politiche di economia circolare. Anche sul fronte lavorativo, la transizione energetica potrebbe dimostrarsi inoltre come settore estremamente inclusivo, grazie al riposizionamento di tutte le figure precedentemente impiegate in industrie dismesse o in fase di transizione.

Ne abbiamo parlato con Alfonso Damiano, docente dell’Università degli Studi di Cagliari.

 

Energie rinnovabili

Grazie allo sviluppo dell’energia pulita è possibile coniugare progresso e rispetto ambientale.

Le fonti rinnovabili non solo consentono di generare elettricità senza emettere gas serra, ma sono inoltre inesauribili e rappresentano l’elemento portante della transizione energetica.

Sole, forza del vento o dell’acqua, calore della terra sono energie rinnovabili, disponibili in natura e in maniera abbondante e diffusa, si rigenerano continuamente. E per questo a differenza delle fonti convenzionali, sono in grado di ridurre le emissioni.

Vantaggiose per il pianeta e anche per lo sviluppo economico, sono inoltre sostenibili in termini di impatto sul territorio.

 

Un cambiamento di paradigma

Da una parte la sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili. Dall’altra lo sviluppo di nuove tecnologie come i sistemi di storage e l’idrogeno.

Fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico sono alcune. Ma alla transizione energetica contribuisce anche lo sviluppo di settori nuovi. Fra questi l’energia marina e l’idrogeno green. E inoltre sono fondamentali alcune tecnologie di storage, in altre parole sistemi di accumulo dell’energia in grado di supplire all’intermittenza di fonti come il sole e il vento. Anche il processo di elettrificazione dei consumi e di alcuni settori e la digitalizzazione dei processi industriali e delle reti potenziano l’efficienza energetica e favoriscono il processo di transizione energetica.

 

Solare e eolico

L’energia solare è la grande protagonista della transizione energetica in atto. La crescita vertiginosa è dovuta soprattutto all’innovazione tecnologica che ha reso gli impianti fotovoltaici competitivi. Consentendo inoltre la diminuzione dei costi di produzione di elettricità da fotovoltaico. Anche l’energia eolica ha fatto enormi passi in avanti. Maggior produttività, abbattimento dei costi e crescita esponenziale.

 

Energia marina

Il mare è una delle energie del futuro. L’elettricità si genera a partire dal moto ondoso. Sono in fase di studio anche altri sistemi per consentire un utilizzo commerciale diffuso, per quanto riguarda onde e maree.

 

Idrogeno

Rientra a pieno titolo fra le risorse sostenibili del futuro anche l’idrogeno. Non una vera fonte di energia, ma un vettore energetico. L’idrogeno infatti non è disponibile in natura “da solo”, perché sempre legato ad altri elementi. Per esempio all’ossigeno nell’acqua o ad altri elementi negli idrocarburi. È necessaria quindi una estrazione che favorisca il processo di separazione.

Ma soltanto l’idrogeno verde – che si ottiene separandolo dall’acqua con un processo di elettrolisi alimentato da energia rinnovabile –  è davvero a impatto zero. Cioè senza emissioni inquinanti e senza consumo di preziose risorse naturali.

 

Sistemi di storage

Nel futuro delle risorse rinnovabili, avranno un ruolo decisivo anche i sistemi di storage. In altre parole sistemi di accumulo dell’energia. Le energie rinnovabili infatti sono soggette a variazioni di disponibilità. Il vento e il sole ad esempio sono imprevedibili e non programmabili. I sistemi di storage quindi sono fondamentali per il futuro dell’energia rinnovabile. Immagazzinano l’elettricità e la rendono disponibile quando c’è maggiore necessità. Le batterie sono sistemi di storage diffusi. In costante evoluzione, anno dopo anno migliorano i materiali. E le soluzioni tecnologiche d’avanguardia garantiscono maggiore efficienza, costi più bassi e un approccio design-to-recycle, al fine di ottenere un prodotto sempre più sostenibile.

 

Uno sguardo al futuro

Alla base dei meccanismi di transizione energetica c’è il concetto di sviluppo sostenibile. Quindi un progetto di cambiamento per cui lo sfruttamento delle risorse, l’orientamento dello sviluppo tecnologico siano in linea con i bisogni attuali e futuri. Sviluppo sostenibile significa allora vivere in base alle capacità del pianeta, preservando gli equilibri della biosfera. L’obiettivo a cui aspirare è di ampio respiro e riguarda non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale ed economica.

La strada raccomandata è riportata anche nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e riguarda la protezione delle risorse naturali e del clima del pianeta per le generazioni future.

Per questo in tema di transizione energetica gli obiettivi per il prossimo futuro continueranno a riguardare l’accesso all’energia rinnovabile ed economicamente accessibile in riferimento alla crescita di industria, innovazione e infrastrutture ma anche città e comunità sostenibili attraverso azioni mirate alla decarbonizzazione entro il 2050.

Interessante?

Condividi questo articolo con i tuoi amici!