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MARCO GUICCIARDI

Wearable device per la salute e il benessere

Negli ultimi anni il mercato delle soluzioni digitali per la salute e il benessere è cresciuto in maniera esponenziale. App, piattaforme e dispositivi indossabili hanno avuto un successo senza precedenti, a seguito di una nuova consapevolezza nei confronti del benessere fisico e culturale ma soprattutto di una sempre maggiore attenzione per la salute da parte dei cittadini. Una svolta culturale a cui il mercato ha risposto con la proposta di nuovi wearable device, con un boom di vendite di smartwatch in particolar modo.

Il trend è in continua crescita e non solo per gli sportivi. Monitorare l’esercizio fisico, l’alimentazione, la quantità e qualità del sonno diventa una priorità comune. A questa evidenza si aggiunge il consenso da parte dei medici che supportano la diffusione di wearable come tecnologie con un enorme potenziale per la diffusione di best practice nell’ambito della salute, capaci di sostenere percorsi efficaci di “behaviour change”.

Ne abbiamo parlato con Marco Guicciardi, docente dell’Università degli Studi di Cagliari.

 

Prevenzione e tecnologia

Negli ultimi anni il modo di pensare e di agire sulla salute è profondamente cambiato. È mutato la conoscenza intorno ai rischi legati all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie croniche. E per questo è cambiata l’attenzione nei confronti della prevenzione e della promozione della salute. Certe malattie infatti sono la diretta conseguenza di comportamenti e stili di vita. E quindi possono essere evitate con l’adozione di azioni semplici e sostenibili anche da un punto di vista economico.

Ma la prevenzione delle malattie croniche oggi richiede nuovi approcci e nuovi modelli di gestione e assistenza smart, per rispondere alle esigenze quotidiane di mantenimento del benessere.

Questi modelli incentrati sulla persona, sulla gestione e il monitoraggio della malattia, con l’obiettivo di ridurre gli impatti e i rischi connessi.

Molte innovazioni sono state sviluppate a partire dal potenziale delle tecnologie digitali. Ad esempio nel campo della sensoristica, essenziale per rilevare parametri biometrici e comportamentali direttamente dall’individuo, attraverso dispositivi indossabili di varia natura. Ma inoltre le piattaforme integrate che permettono una gestione dei dati e delle informazioni efficiente e sicura, aumentandone anche l’usabilità attraverso interfacce semplici e intuitive. E non da ultimo l’intelligenza artificiale, in riferimento al campo clinico e all’assistenza alla persona.

Queste soluzioni tecnologiche promuovono la proattività individuale, perché, attraverso gli strumenti di supporto, spingono l’individuo a farsi carico della propria salute, con il fine di adottare comportamenti salutari. Un approccio a beneficio del singolo e dell’intera società, in grado di ridurre la pressione sui servizi e il costo sociale delle malattie croniche. Infatti l’impatto delle malattie croniche si manifesta anche nella sfera socio-economica. Le malattie croniche possono ridurre fortemente la capacità lavorativa e la produttività. E alla perdita di reddito si somma l’aumento dei costi terapeutici e sanitari.

Cause e strategie

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche si combinano tra loro in un drammatico circolo vizioso per cui gli anni della maturità e della vecchiaia non sono vissuti nel pieno del benessere e della salute. E allo stesso tempo anche i più giovani sono maggiormente soggetti al rischio di insorgenza di queste malattie croniche, con conseguenze sul benessere e sulle morti premature.

Una vita troppo sedentaria, una dieta inadeguata e il consumo abituale di sostanze nocive come alcol e tabacco, sono annoverati tra i principali fattori di rischio modificabili che contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie croniche. Mentre altri fattori sociali o comportamentali possono riguardare altre problematiche come lo stress fisico, psicologico oppure i disturbi del sonno e l’alterazione delle fasi del riposo.

Gli stessi fattori in associazione con altri di natura genetica o ambientale favoriscono l’insorgenza di malattie croniche come l’ipertensione, la glicemia elevata, eccesso di colesterolo e obesità.

Tuttavia, si ritiene che migliorando gli stili di vita individuali ed agendo sui comportamenti modificabili sia possibile ridurre la percentuale del rischio con l’adozione di buone pratiche attraverso l’utilizzo di innovazioni (tecnologiche e non) in grado di sensibilizzare le persone e supportarle nel percorso verso stili di vita più salutari.

Modelli motivazionali

Per costruire uno stile di vita sano sono necessari più elementi: un’ottima motivazione e buon supporto emotivo, ma anche strumenti di automonitoraggio, coaching, feedback e premi. E in particolare, definizione chiara dei propri obiettivi con la tracciabilità dei progressi raggiunti per aumentare la percezione di autoefficacia, che unita al coaching e al supporto sociale esterno, rappresenta un fattore fondamentale per ottenere un cambio effettivo di comportamenti.

In questo modo si valorizza il processo attraverso cui le persone acquisiscono un maggiore controllo rispetto alle decisioni e alle azioni che riguardano la propria salute.

Il potenziale delle tecnologie

Per avere un impatto i device non possono limitarsi alla sola funzione di “raccoglitori” di dati. Devono inoltre offrire servizi di supporto, facendo leva su tre elementi di innovazione:

  • la connessione di più wearable devices (di tipologie e produttori diversi) ad un’unica piattaforma digitale, in grado di offrire un unico punto di accesso e sintetizzare in una dashboard centrale tutti i dati chiave per l’utente.
  • la creazione di programmi personalizzati di salute e allenamento, con specifici obiettivi e piani attività che possono essere facilmente monitorati e che rispondono alle esigenze di ciascuno (utenti sportivi, utenti anziani, lavoratori sedentari, ecc.).
  • l’accesso al supporto professionale e coaching di esperti e professionisti dai vari profili, anche per facilitare l’interpretazione dei dati, dare feedback sui progressi e aggiornare periodicamente obiettivi e piani di attività.

Grazie all’integrazione sempre più pervasiva delle tecnologie nella vita quotidiana di tutti, ci si aspetta che le soluzioni proposte siano via via più accessibili ad una ampia fetta di persone che attualmente sfruttano app gratuite o strumenti simili proposti da medici e sistemi sanitari.

Accanto a queste considerazioni di carattere generale, il fine è quello di progettare una user experience efficace, mirata, ed innovativa, per la promozione di best practice con il supporto di soluzioni innovative, che motivino le persone, attraverso la tecnologia, lungo il percorso di costruzione di nuovi percorsi in favore del benessere delle comunità.

Scopri di più su The Shifters

Maria Chiara Di Guardo – Prorettore all’innovazione e al territorio, Micaela Morelli - Prorettore alla ricerca e Roberta Vanni – Direttore del CESAR raccontano le dinamiche che hanno condotto alla realizzazione di un progetto crossmediale sulla terza missione dell’Università degli Studi di Cagliari.

Guarda il trailer di progetto

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